Territorio - lido il tritone area attrezzata

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Territorio


Superficie: 11,79 Kmq
Altezza s.l.m.: 25 mt
Abitanti: 5.388
Densità: 457,00 ab./Kmq
Latitudine: 39° 40' 40,9''
Longitudine: 15° 49' 13,31''
Prefisso telefonico: 0985
C.A.P.: 87023
Codice ISTAT: 078048
Codice catasto: D289

Stazione ferroviaria: a Diamante
Porto: a Vibo Valentia e a Salerno
Aeroporto: a Lamezia Terme/Sant’Eufemia
Farmacia: a Diamante
Ospedale: a Cetraro    
Carabinieri: a Diamante
Guardia di finanza: a Diamante
Vigili del fuoco: a Paola
Tribunale: a Paola
Corte d'Appello: a Catanzaro

DIAMANTE - accenni storici  
Sorse nella prima metà del XVII secolo, nei pressi dello scomparso Porto dei Focesi, su iniziativa di Tiberio Carafa, principe di Belvedere Marittimo e proprietario della zona. Attorno al palazzo fatto costruire da questo signore, nelle vicinanze di una torre di difesa costiera, si sviluppò il borgo, popolato da famiglie cetraresi, addette alla coltivazione della canna da zucchero. Il toponimo pare derivi dall’omonimo termine italiano, inteso nel senso di ‘gioiello’, ma non si conoscono le ragioni di una simile designazione. Diamante, d’altra parte, è il nome del piccolo corso d’acqua che scorre a poca distanza dalla località. Verso la metà del 1600, registrò un incremento demografico, accogliendo numerosi abitanti di Buonvicino, costretti ad abbandonare le loro case, perché accusati dell’uccisione di alcuni membri del nobile casato che aveva la signoria su Paola. Rimase ai Carafa fino all’abolizione del feudalesimo. Con le riforme amministrative attuate dai francesi, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Belvedere Marittimo e poi tra i comuni del circondario facente capo a questo centro, nella cui giurisdizione fu mantenuta anche dai Borboni. La storia post-unitaria si confonde con quella del resto della penisola. Vicende diverse ha avuto Cirella che, colonizzata da Sibari, fu in seguito concessa ai duchi Catalano-Gonzaga. Sotto il profilo storico-architettonico interessanti sono: la parrocchiale dell’Immacolata, del 1700; il palazzo feudale, del XVI secolo, e la seicentesca chiesa di Santa Maria del Fiore, che conserva, tra l’altro, il sepolcro monumentale del duca Giuseppe Catalano-Gonzaga e della moglie Leonilda de Novellis, a Cirella; le rovine di Cirella vecchia, distrutta dai bombardamenti della flotta francese, a principio del 1800, e i ruderi della cinquecentesca torre di vedetta costiera.

 
 
 
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